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L’AMBULATORIO DEL DOTT. VARALDA / Fibrillazione Atriale

La fibrillazione atriale (FA) è l’aritmia sopraventricolare più frequente dell’adulto. È molto diffusa, basti pensare che nel 2016 43,6 milioni di individui nel mondo ne erano affetti. Si associa ad una elevata morbidità e mortalità dei pazienti.

Durante la fibrillazione atriale vi è una caotica attività elettrica a livello degli atri, che determina una inefficace contrattilità delle stesse camere atriali.

 

Si manifesta tipicamente con cardiopalmo (cioè batticuore o senso di cuore in gola), mancanza di fiato, a riposo o sotto sforzo. In alcuni casi può anche causare svenimenti, soprattutto se la frequenza cardiaca è molto elevata.

La fibrillazione atriale determina due grandi problemi a carico dei pazienti:

I trattamenti prevedono di ridurre i sintomi ed evitare recidive della aritmia; questo si può ottenere mediante farmaci antiaritmici, cardioversione elettrica o ablazione dell’aritmia. Invece il rischio di ischemie cerebrali si previene avviando gli anticoagulanti, cioè farmaci che rendono fluido il sangue ed evitano la formazione di coaguli. Oggi, grazie all’avvento dei nuovi anticoagulanti orali, che non necessitano il dosaggio dell’INR come in corso di terapia con coumadin, la terapia anticoagulante risulta essere molto più sicura e maneggevole per il paziente. Purtroppo i nuovi anticoagulanti orali non possono essere usati in pazienti con protesi valvolari meccaniche o stenosi mitralica.

Esistono numerosi sistemi tecnologici per identificare precocemente la fibrillazione atriale: misuratori di pressione arteriosa con appositi algoritmi di riconoscimento della FA, smartwatch con rilevamento del ritmo cardiaco, applicazioni per il cellulare con riconoscimento del ritmo. In ogni caso, la diagnosi certa di fibrillazione atriale, si fa con l’elettrocardiogramma

 

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